Il viaggio finale. La fine è un nuovo inizio.

Si diventa sempre un po’ nostalgici quando ci si ritrova a pensare che un giorno si partirà. Quel tanto atteso viaggio dall’indefinita meta che abbiamo iniziato fin dalla nascita aspetta il nostro raggiungimento. Soli lo abbiamo iniziato e soli lo concluderemo. Tanti i viaggiatori che come noi vagheggiano e si chiedono, ci chiedono, ci spiegano. Nessuno sa e nessuno vuole infondo davvero sapere la destinazione. Ma se andiamo verso qualcosa, qualcosa ci deve pur essere. Vorremmo andarcene lasciando qualcosa. Siamo sempre alla ricerca di memorie. Vorremmo poter lasciare qualcosa che ci ricordi proprio perchè ogni viaggio è interessante per quello che lasciamo e quello che ci si porta con sé. E poi si ha paura ma la paura è la caratteristica del viaggiatore, il nuovo è sempre un incognita sopravvalutata. Se si potesse lasciare un segno, graffieremmo la terra, stracceremmo il cielo, uniremmo le stelle, vorremmo gridare c’ero anche io. Ma il grido non è caratteristica del viaggiatore, lui i gridi li ascolta e li ammira e li porterà per sempre con se. Questi sono probabilmente tutto ciò che porterà con se. E’ difficile lasciare il segno se non nell’altro, è un graffio che verrà tramandato. Finiamo l’inizio del percorso con un pianto e iniziamo la fine del viaggio con un sorriso.

-Alessandro Motalbano Gucciardo


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